Il Pilota
(Ballata Per Sergio Brighenti*)
Era un giovedì assai nero,
quanta nebbia a San Siro.
Gli occhi di tutti erano lucidi,
ai più forti scendeva una lacrima
e più di un nitrito mi parve sentire.
Mai più sentirò quell'urlo
che accompagnava la vittoria,
saliva dalla tribuna
e non finiva al palo;
non era solo la tua
era anche la mia.
Ne hai vinte più di cinquemila,
la frusta in tutta Europa alzavi
e tanti s'inchinavano quando passavi;
agli americani un sonoro schiaffo
ma non era come gli altri, era Delfo.
Le redini erano le tue mani,
ma il cavallo tante volte primo ti fu tolto;
dopo un anno, all'improvviso:
“Fa che gli ritorni il sorriso”.
Il sauro ormai in declino,
il francese fiero come reuccio.
Venne il giorno
ma non fu un cruccio
in quella pista buia,
a chiazze d'acqua
avvenne l'incredibile:
“Vai”, si udì nell'aria.
E questa non una storia;
eri Sergio per tutto il Paese
il quattro zampe era Tornese,
e chi se ne fotte del francese.
Mai più sentirò quell'urlo
che scaldava la vittoria,
partiva dalla tribuna
e non finiva al palo,
non era solo la tua
era anche la mia.
E venne il tempo dell'oblio,
ma sempre pronto a sfidare tutti:
“Datemi un leone, per me è un puledro!”
e con la mente fotografavi il passato,
quando gli indomabili solo a te ubbidivano.
Quanta nebbia c'è a San Siro!
Triste e muta va la giornata.
Un ultimo grido: “Vai Pilota”.
È già da molto che sei andato
ma non mi sono ancora abituato:
“Datemi Sergio, vincente e piazzato”.
Lassù subito hai trovato le scuderie,
le piste ed i cavalli son celesti:
“Di una corsa, che ne diresti?”.
Li hai staccati tutti quanti!
Accidenti, non ti accorgi che son santi?
Sento stasera l'urlo
che saluta la tua vittoria,
parte dalla tribuna
e non finisce al palo;
quell'ultima corsa
non era solo la tua,
ma è stata anche la mia.
*Sergio Brighenti è stato, e resta, uno dei più grandi Driver del mondo.
I Driver sono i cosiddetti guidatori dalle redini lunghe; quelli, cioè, che guidano i cavalli da Trotto e che dietro hanno il Sulky; a differenza dei Fantini, che montano in sella, per i cavalli di Galoppo. Sono anni e con ogni mezzo che cerco di far pervenire questa Ballata al Cantautore Prof Roberto Vecchioni, per far ricordare con una sua lirica un campione indimenticabile di questo sport (come è stato fatto per altri) che tutti gli appassionati, con qualche anno sul groppone, sicuramente hanno conosciuto ed apprezzato; bene, non ci sono mai riuscito. Magari la butta nel cesso e poi tira la catena, ma perlomeno vorrei che la leggesse. Chissà.